mercoledì 28 novembre 2012

Club di Scacchi Slava

Mossa al Nero
La posizione in esame si è verificata nella partita Giannardi-Serafini, giocata ieri presso il Club di Scacchi "Slava".
Tralasciando l'apparente assurdità della posizione, il Bianco minaccia la spinta in c5, che creerebbe problemi sia per l'attacco su f7 sia per la difesa del pedone in e4.
Serafini ha giocato 1...De7, che tutto sommato è una mossa ragionevole perchè para le minacce.
Però questa mossa non contribuisce allo sviluppo, ed anzi blocca l'alfiere in e7.
La domanda è: avrebbe potuto il Nero difendersi indirettamente da questa minaccia, ossia effettuare una mossa che oltre a farlo progredire nello sviluppo avrebbe reso vana la eventuale spinta in c5 del Bianco ?
Trovate la risposta alla fine dell'articolo.

L'incontro di ieri ha segnato il clamoroso ritorno di Amir Nakhaei, AKA Nakamura (per i pochi ammiratori), AKA Nakammicia per i numerosi detrattori.
Amir ha inscenato una partita dal sapore antico con Nicholas Ricci, che però non ho la possibilità di proporvi poichè i formulari risultano incomprensibili ...
Vi propongo quindi la seguente partita, in cui Angel Regmi (a seguito di una svista, in verità), subisce clamorosamente dal giovane Andrea Bardelli.




Ed ora, come promesso, la soluzione del quesito posto all'inizio:


martedì 27 novembre 2012

Gli arrocchi eterogenei

arrocchi eterogenei
Diagramma 1
Nella sesta lezione del corso di scacchi sul mediogioco, svolto come sempre presso il DLF di Pisa, abbiamo affrontato il tema degli arrocchi eterogenei, o contrapposti.
Quando i Re dei due giocatori sono arroccati su lati opposti della scacchiera, si sviluppa in genere una battaglia sul filo del rasoio.
Entrambi i giocatori hanno un obiettivo abbastanza chiaro, e normalmente chi riesce a precedere l'avversario nella realizzazione, anche a costo di sacrifici di materiale, ottiene il vantaggio.
E' ovvio che in posizioni del genere, il minimo dettaglio possa fare differenze enormi.
In posizioni con gli arrocchi contrapposti, svolgono di solito un ruolo primario le spinte di pedone sull'arrocco avversario, con l'idea di aprire linee e/o di creare case deboli intorno al Re avversario.
Chiaramente, non è sufficiente spingere pedoni addosso al Re avversario.
Nella situazione dinamica che si viene a creare quando ci sono arrocchi contrapposti i fattori più significativi da tenere presenti sono:

  1. Il tempo
  2. L'iniziativa
  3. Il controllo del centro
  4. La maggiore concentrazione di forze sul lato ove attacchiamo.
La posizione raffigurata nel diagramma 1, si è verificata nella Rubinstein-Teichmann, Vienna, 1908, ed illustra l'importanza di aprire linee sull'arrocco avversario, anche a costo di sacrifici, per accelerare l'attacco.

Dietro richiesta più o meno esplicita degli allievi, siamo poi passati a studiare la famosa partita Fischer-Larsen Portorose 1958, che si può trovare commentata nel libro "60 partite da ricordare" .
Visto siamo rimasti per più di due ore a districarci nel mare delle varianti e delle idee, non riporto qui tutto quello che abbiamo visto.
Chi volesse gustarsi cmq la partita, la trova ad esempio qui:

Robert James Fischer vs Bent Larsen

In questo articolo invece , illustro un'altra partita, tratta dal bel libro: The Sicilian Dragon-David Vigorito-Everyman Chess 2011
La partita in primo luogo serve in primo a rassicurare gli allievi che giocare il Dragone non equivale necessariamente a fare da agnello sacrificale all'attacco del Bianco.
In secondo luogo, illustra chiaramente come i minimi dettagli possano cambiare totalmente le sorti della partita.


domenica 25 novembre 2012

Ancora sul Re al centro: Soluzioni

Come promesso, ecco le soluzioni ai quesiti posti nel precedente articolo

La prima posizione in esame è tratta da una partita giocata in simultanea da Alexander Alekhine contro un non meglio identificato Vasic.
Per la cronaca, ecco l'intera partita:


Il secondo diagramma è tratto invece dalla celeberrima partita Anderssen-Dufresne, giocata a Berlino nel 1852, conosciuta come La Sempreverde (The Evergreen).
Riportiamo anche questa partita integralmente:



Il terzo esempio è tratto da una partita giocata nel 1963 a Mosca.
In questo caso la riportiamo a partire dalla posizione data.

giovedì 22 novembre 2012

Ancora sul Re al centro


Nell'articolo precedente  abbiamo visto come in alcuni casi, in cui il centro è chiuso, il Re possa rimanere abbastanza sicuro al centro mentre ci  lanciamo in un attacco sull'ala.
La seguente partita, tratta dal libro: "Play The St. George", di Michael Basman, illustra questo concetto.
A parte i dettagli della partita, notate come di fatto il Re nero sia stato piu al sicuro di quello Bianco.



Per ricordarci però che queste sono eccezioni, e che la norma è quella di portare il Re al sicuro arroccando, tre esempi che ci ricordano i disastri a cui possiamo andare incontro se ci attardiamo con il nostro Re al centro.


La soluzione del primo diagramma è relativamente semplice, in effetti si tratta di un Matto in 2
Il Bianco muove e vince


La soluzione del secondo diagramma è invece parecchio più difficile, ma si tratta di una delle partite più famose della storia scacchistica di sempre, per cui va saputa:


Il Bianco muove e vince

Nella terza posizione, il Bianco sfruttando la posizione centrale del Re Nero riesce ad arrivare ad un finale a lui favorevole. Ma come ?

Il Bianco muove e vince
Si accettano soluzioni attraverso i commenti, altrimenti le soluzioni ufficiali verranno postate domenica.

Ancora sull'importanza dello sviluppo

In questo post una partita giocata martedì presso il Club di Scacchi "Slava" ospitato presso il Liceo Scientifico "Buonarroti" di Pisa.
L'invito ai ragazzi (ma a chiunque possa essere interessato) è quello di riguardare la partita, cercando di autoconvincersi che effettuare attacchi alla "viva il parroco", e rimanere indietro di sviluppo, è MALE.